Archivio dell'autore: mattiapar

Risposta a un’amica NoTriv

Carissima, innanzitutto Buon Natale! Non utilizzo più facebook e quindi ho visto solo adesso questo interessante articolo che hai mandato. Vorrei però farvi notare che qua in Basilicata non si muore solo di petrolio. Negli ultimi 60-70 anni la nostra amata terra è stata oggetto di numerosi abusi. In primo luogo non capisco tutta questa mobilitazione per il petrolio quando abbiamo a pochi chilometri da qua in quel di Rotondella un centro di smaltimento di scorie nucleari le cui attività non sono affatto chiare causa segreto di Stato. Purtroppo non è solo Rotondella il problema di questa bistrattata terra. Sicuramente sarete a conoscenza della presenza nella nostra regione del più grande inceneritore d’Europa, tale Fenice in quel di Melfi, del fatto che sono presenti due enormi SIN (Siti di interesse nazionale) in Val Basento e nell’area di Tito Scalo (la famosa vasca fosfogessi), del triste record della provincia di Matera che pur essendo nell’immaginario comune un’isola felice in cui sono assenti mafia e criminalità è la seconda come numero di reati ambientali rapportati alla popolazione (più delle provincie della terra dei Fuochi!!!!!!!!). Ebbene fatte tutte queste considerazioni vorrei chiedervi perché non si muove un dito contro tutte queste cose? Perché si va in 20000 o più a Potenza e non a Rotondella oppure a Melfi? Non sarà per caso che ci stiamo facendo prendere in giro per l’ennesima volta da Stato, politici e ambientalisti di ogni colore e grado? Se il popolo lucano pensa che il problema di tutti i suoi mali sia il petrolio ci guadagnano coloro che hanno fatto e che continuano a fare ogni genere di male alla nostra terra con scorie nucleari e industriali di ogni genere che hanno ammazzato e continuano ad ammazzare la nostra gente senza che nessuno muova un dito. Ogni tanto domandatevi perché non appena si pensa a un sito di smaltimento di scorie nucleari allo Stato viene subito in mente la Basilicata (vedi Scanzano ormai 13 anni or sono). Io a differenza della stragrande maggioranza delle persone penso che il petrolio sia una grande opportunità per la nostra terra, e non lo penso perché ritengo che il petrolio non faccia male, ma perché sono stanco di vedere la mia gente emigrare. Siamo una delle regioni più povere d’Europa e con tassi di disoccupazione ed emigrazione, soprattutto giovanile, a dir poco esorbitanti. Lo Stato italiano ci paga le royalties più basse del mondo (il 7%) con le quali non si riesce né ad arginare i problemi di inquinamento che derivano dall’attività estrattiva investendo in tecnologie moderne (vedi la Norvegia) né a creare un tessuto economico che permetta ai giovani di non emigrare. Io penso che più di protestare perché il governo vuole aumentare le trivellazioni il popolo lucano, e quindi tutti noi, debba combattere per ottenere ciò che gli spetta ovvero la proprietà delle attività estrattive e i conseguenti benefici da essa derivanti. Nei prossimi anni, salvo nuove discese improvvise del prezzo del petrolio causa guerra fredda fra Arabi, Russi e Americani, i ricavi derivanti dall’estrazione di petrolio e gas naturale in Basilicata dovrebbero aggirarsi intorno ai 4-5 miliardi di euro all’anno. Lo Stato assassino non solo ci darà pochi spiccioli di tali ricavi ma impedirà alle varie autorità locali di spenderli per le comunità (causa patto di stabilità). Con tali ricavi invece potremmo finalmente investire in infrastrutture che renderebbero competitivo il territorio, creare un tessuto industriale degno di questo nome grazie alle commesse pubbliche, potenziare l’istruzione pubblica e la ricerca, investire in tecnologie che riducano l’inquinamento e nelle bonifiche delle aree già inquinate, richiamare tutte le nostre giovani eccellenze sparse per il mondo e sfruttare le loro professionalità investendo in grandi progetti, migliorare ulteriormente la già florida agricoltura del metapontino, investire nella cultura e nella tutela del territorio, creare lavoro, eliminare l’emigrazione, l’isolamento e la povertà di questa nostra terra e tutelarne finalmente la salute. Se non ci andremo a prendere ciò che è nostro allora succederà esattamente ciò che ha predetto lo SVIMEZ nel suo ultimo rapporto: desertificazione, emigrazione e povertà, e non sarà certo matera 2019 o Ben Hur a salvarci anche se queste sembrano essere le uniche preoccupazioni del nostro bistrattato popolo.

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